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Grazie ad un efficientissimo scriptino di Alessandro, titolare del sito Algatux, che ha commentato nel suo blog il precedente post su Conky, abbiamo risolto anche il problema dell’autopartenza di Conky.

Qui il contenuto dello script

———————————————

#!/bin/sh

 

#Attendo il caricamento
sleep 30s #tempo a discrezione (dipende dal sistema)

 

#avvio conky
conky
exit

———————————————

Lo script bisogna metterlo in una sessione di avvio ovviamente con tutto il percorso del file. Ognuno, poi, può personalizzare il tempo di avvio. Alessandro ha scelto 30s, a me ne sono serviti 40 ed è diventa una partenza perfettamente contestuale al caricamento del S.O. senza alcun problema.

Ovviamente la soluzione, sicuramente elegante ed efficace, lascia sperare in un’implementazione futura delle soluzioni. Solo non so quanto sia seguito ormai questo progetto.

Ringraziamo ancora Alessandro e ci aggiorneremo presto, anche per migliorie e altre chicche!

Enjoy!

Sicuramente conoscete uno tra i più usati System Monitor per Linux: Conky. Leggerissimo, efficiente, configurabile al massimo è un tool immancabile tra la nostra suite di applicazioni. Monitora la banda; i processori, nell’uso e nella temperatura; la capienza dei dischi; può interagire con i nostri media player preferiti; monitora la ram e lo swap, ovviamente. Se volete ulteriori informazioni qui troverete il sito ufficiale.

A seguire qualche screenshots prelevato dal sito ufficiale e di come potrebbe essere il vostro Conky.

 

Qui invece, direttamente il mio Desktop con Conky che, adesso, torna a integrarsi quasi perfettamente col desktop in Ubuntu Gutsy 7.10.

E qui il particolare di Conky in alto alla destra del mio Desktop.

Bene! Se volete provarlo è semplice da installare: da terminale date il solito

sudo apt-get install conky

ed è fatta. Per avviarlo da terminale scrivete un semplice conky

Per configurarlo dovete modificare, a vostro piacimento, il file .conkyrc che si trova nella vostra cartella home /home/nome-utente Per visualizzare il file (poichè rinominato col punto davanti diventa invisibile) una volta nella vostra cartella home cliccate ctrl-h e saranno visualizzati tutti i files nascosti (cioè cl nome preceduto da un punto) tra cui il vostro .conkyrc. Modificatelo col vostro editor di testi preferito. Ad ogni salvataggio riavviate conky.

Ora c’è da dire che, con il passaggio a Ubuntu 7.10 e con installato Compiz-fusion, il nostro bravo conky ha riscontrato dei problemi: sfarfallii, scomparsa delle icone del desktop, scomparsa dello stesso conky o piazzamento davanti a tutte le finestre, in primo piano, impedendo di lavorare.

In un momento di pausa ho rivisitato il mio file .conky e ne sono venuto a capo. Vi riporto il contenuto del mio file .conkyrc così che possiate modificare il vostro a seconda dei parametri corretti. Le righe importanti sono marcate in rosso per evidenziarne le proprietà.

—————————————————————————————————–

#Conky sample configuration
#
# the list of variables has been removed from this file in favour
# of keeping the documentation more maintainable.
# Check http://conky.sf.net for an up-to-date-list.

# set to yes if you want Conky to be forked in the background
background no

# X font when Xft is disabled, you can pick one with program xfontsel
font 5×7
#font 6×10
#font 7×13
#font 8×13
#font 9×15
#font *mintsmild.se*
#font -*-*-*-*-*-*-34-*-*-*-*-*-*-*

# Use Xft?
use_xft no

# Xft font when Xft is enabled
xftfont Bitstream Vera Sans Mono:size=6

# Text alpha when using Xft
xftalpha 0.8

# Print everything to stdout?
# out_to_console no

# MPD host/port
# mpd_host localhost
# mpd_port 6600
# mpd_password tinker_bell

# Print everything to console?
# out_to_console no

# mail spool
mail_spool $MAIL

# Update interval in seconds
update_interval 1.0

# This is the number of times Conky will update before quitting.
# Set to zero to run forever.
total_run_times 0

# Create own window instead of using desktop (required in nautilus)
own_window yes

# If own_window is yes, you may use type normal, desktop or override
own_window_type override

# Use pseudo transparency with own_window?
own_window_transparent yes

# If own_window_transparent is set to no, you can set the background colour here
own_window_colour 4A708B

# If own_window is yes, these window manager hints may be used
own_window_hints undecorated,below,sticky,skip_taskbar,skip_pager #(a questa riga ho tolto il commento iniziale – per commento si intende il “#” iniziale che disattiva il comando del contenuto della riga stessa)

# Use double buffering (reduces flicker, may not work for everyone)
double_buffer yes

# Minimum size of text area
minimum_size 280 5

# Draw shades?
draw_shades yes

# Draw outlines?
draw_outline no

# Draw borders around text
draw_borders no

# Draw borders around graphs
draw_graph_borders yes

# Stippled borders?
stippled_borders 1

# border margins
border_margin 4

# border width
border_width 1

# Default colors and also border colors
default_color FFDAB9
default_shade_color black
default_outline_color black

#Text alignment, other possible values are commented
#alignment top_left
#alignment top_right
#alignment bottom_left
#alignment bottom_right
#alignment none

# Gap between borders of screen and text
# same thing as passing -x at command line
gap_x 1130 # Queste due cifre sono le coordinate in ascisse e ordinate di dove andrà a collocarsi sullo schermo il vostro conky
gap_y 600

# Subtract file system buffers from used memory?
no_buffers yes

# set to yes if you want all text to be in uppercase
uppercase yes

# number of cpu samples to average
# set to 1 to disable averaging
cpu_avg_samples 2

# number of net samples to average
# set to 1 to disable averaging
net_avg_samples 2

# Force UTF8? note that UTF8 support required XFT
override_utf8_locale no

# Add spaces to keep things from moving about? This only affects certain objects.
use_spacer no

# Allow each port monitor to track at most this many connections (if 0 or not set, default is 256)
#max_port_monitor_connections 256

# Maximum number of special things, e.g. fonts, offsets, aligns, etc.
#max_specials 512

# Maximum size of buffer for user text, i.e. below TEXT line.
#max_user_text 16384

# variable is given either in format $variable or in ${variable}. Latter
# allows characters right after the variable and must be used in network
# stuff because of an argument
# stuff after ‘TEXT’ will be formatted on screen
##Da qui in poi scegli tu i tuoi paramentri e colori

TEXT
Nome Macchina: Nome Vostra Macchina ${color #BFEFFF}
${color #82E0FF}$machine: Potenza vostra CPU

${color #E26200}Distribuzione: Vostra distribuzione
${color #54FF9F}Vers. Linux Kernel $kernel
${color #BFEFFF}$stippled_hr

{color lightgrey}Tempo d’uso del Sistema:$color $uptime ${color lightgrey}

${color lightgrey}Uso del Core 0:${color #00C200} ${cpu cpu1}% ${cpubar cpu1}

{color lightgrey}Uso del Core 1:${color #0060A0} ${cpu cpu2}% ${cpubar cpu2}
${color lightgrey}${cpugraph 0000ff 00ff00}
${color lightgrey}Impiego di RAM:${color #E26200} $mem/$memmax – $memperc% ${membar}

{color lightgrey}Uso del file di Swap:${color #CDAD00} $swap/$swapmax – $swapperc% ${swapbar}

$color$stippled_hr

${color lightgrey}Rete Internet:
Down:${color #54FF9F} ${downspeed eth0} k/s${color lightgrey} ${offset 80}Up:${color #FFFF00} ${upspeed eth0} k/s
${color #54FF9F}${downspeedgraph eth0 32,150 ff0000 0000ff} ${color #FFFF00}${upspeedgraph eth0 32,150 0000ff ff0000}
${color lightgrey}File systems: Ext3 Linux
/ $color${fs_used /}/${fs_size /} ${fs_bar /}

 

${color lightgrey}Disco Dati: Fat32
/ $color${fs_used /media/sdb1}/${fs_size /media/sdb1} ${fs_bar /media/sdb1} # voi, ovviamente inserite il percorso del vostro disco di dati e, se volete, potete anche fare “copia e incolla” del parametro per aggiungere un controller per un altro disco. E così per quanti dischi volete monitorare.
—————————————————————————————————–

Ovviamente tenete conto che il file è configurabile sia per uno che per due core e si configura anche nei colori a vostro gradimento. Per altre informazioni sulla configurazione fate riferimento al sito del produttore che illustra modalità ulteriori di configurazioni.

L’unica cosa che non si riesce a risolvere (al momento) è l’autoavvio. Se infatti in sessioni metto conky come comando per l’autopartenza al boot del sistema, salta tutta la configurazione e ritorna a impiantarsi in primissimo piano sulle altre finestre di lavoro. Se invece si fa partire a mano (magari creando un tasto sulla barra o sul desktop) dopo che tutti i programmi sono stati avviati, il nostro conky è perfetto.

Appena ho un po’ di tempo vedo se riesco a inserirlo nel runlevel al posto giusto al 99 posto. Oppure provo con uno scriptino di partenza in bash. Se intanto qualcuno più illuminato di me, ha delle proposte sull’autopartenza… è benvenuto.

Enjoy!

 

 

Ad un mese esatto dal rilascio del Desktop Manager KDE4 sto provando, sulla mia Ubuntu, oltre all’ambiente Gnome, che per il momento resta comunque il mio preferito, anche KDE4. Come? Si si, è bastato uno script e un po’ di dipendenze soddisfatte, per un paio di ore di compilazione di KDE4, con grande gioia dei miei super “processoroni“. E così, ad ogni inizio sessione, posso scegliere se lavorare con Gnome o KDE4. Ovviamente il corredo software è lo stesso che ho in Gnome. E’ pressappoco come lavorare su Kubuntu. Certo, il rilascio finale ha delle novità tra i pacchetti propri di KDE4: per esempio Amarok 2 (era ora!) e tanti applicativi al plasma.
Solo ancora un po’ di pazienza! Se volete, intanto, deliziatevi con questa pre-relase.
Enjoy!

Da un po’ di tempo ricevo delle richieste di aiuto per quanto riguarda il Wifi in Ubuntu e per la precisione su macchine Acer 7720G.

In particolare ho notato io stesso come ci siano delle difficoltà a gestire le reti e gli accessi wifi. Si cade spesso e ci sono problemi nella connettività. A questo aggiungiamo che per i principianti non è proprio semplice districarsi tra l’ifconfig e l’iwconfig per settare al modo giusto la propria rete (compresi gli ip fissi o dinamici). Il tutto coronato dalla mancanza di una buona GUI nel network-manager di default di Ubuntu, proprio per queste semplici operazioni di gestione.

Girovagando in rete ho visto che questo è un mal comune… allora mi son detto “Mezzo gaudio? NO!!! Non credo proprio!!!”.

Gira che ti ri-gira, trovo tra le varie opzioni della Rete uno spettacolare applicativo alternativo e mooolto più funzionale e funzionante che non il NM di default. Scritto in python viene presentato nelle sue funzioni e feature in questo articolo di AleXit Blog. Da qui potete trovare anche le istruzioni semplicissime per installarlo nella vostra Ubuntu box. Questa invece è la pagina ufficiale di Wicd.

Io lo sto usando con grande soddisfazione da una giornata intera senza nessun intoppo. Se ci saranno aggiornamenti li riporterò in un secondo momento.

Di seguito uno screenshot per dargli una prima occhiata

Enjoy!

5000 Grazie!!!

Siamo a quota 5000!!!

Semplicemente un grazie a tutti voi che visitate e siete ormai frequentatori assidui di questo Blog! Nato un po’ per gioco e un po’ per caso, nato con l’intento di condividere esperienze culturali non per forza orientate all’informatica, col tempo ci siamo caratterizzati per essere uno dei Blog italiani che parlano prettamente di Informatica-Linux. Un ringraziamento particolare va agli autori del sito aggregatore di Blog su Linux, Tuxfeed, per l’inserimento di “Cervellinux” tra le sue Fonti.

Col tempo, “Cervellinux“, per diversi di voi (con mia grande sorpresa e gioia!) è diventato un punto di riferimento. Probabilmente non per la mia bravura, ma per le occasioni di aiuto che possono venire dall’uno o dall’altro post o commento. Post che, talvolta, traggono spunto da altre fonti più autorevoli di me, ma anche post dal contenuto prettamente sperimentale e collaudato in prima persona.

Da giugno a novembre 2007, per un Blog che si prefigge la semplice comunicazione di idee e soluzioni, 5000 ingressi non sono tantissimi, ma sicuramente non sono pochi.

Dicevo che è con piacere che noto come, con gli ultimi post, il Blog sia diventato un dicreto punto di riferimento per quanti, come me, hanno optato per una soluzione Laptop orientata a macchine Acer Aspire 7720G, sempre più spesso con Sistemi Operativi GNU/Linux e Ubuntu in particolare. Sono contento di contribuire, nel mio piccolo, alla crescita della comunità di Ubuntu e di Linux più in generale, anche con un piccolo strumento come questo Blog.

Pur tenendo ben conto che i propositi generali dell’inizio di questa esperienza non cambiano di certo, tuttavia prendiamo atto di come gli eventi abbiano casualmente orientato il contenuto di “Cervellinux“, per lo più, verso temi di Informatica. Per cui l’augurio che ci possiamo fare per il futuro è che possiamo crescere sempre più, che possiamo conoscere sempre più i sistemi alternativi GNU/Linux, e che possiamo essere sempre più un nodo fondamentale di questa rete Mondiale.

Auguri e Buon Blog!!!

 


Dopo l’installazione della versione 7.10, a parte le sorprese le cui discussioni riempiono la rete in questo periodo (blocchi, bug e conflitti di kernel vari), sono incappato ancora nel fastidiosissimo bug di cui ho parlato nel post di presentazione della mio nuovo Laptop Acer 7720-G32.

Nei giorni scorsi, grazie anche all’aiuto di un mio carissimo amico “Capo Antonio” (Ciccio per gli amici), ho tentato per l’ennesima volta di ricompilare il nuovo kernel Vanilla. Ma non c’è stato verso di farlo andare.

Finchè non mi sono imbattuto in un post (in giro per la rete) che mi suggeriva di caricare semplicemente i moduli ALSA inserendo l’opzione per le macchine acer, dopo aver installato i linux-backports-modules.

Allora so che siete ansiosi di iniziare… Prima di procedere, però, verificate che la periferica audio in questione sia proprio lei. Da terminale date

 

lspci | grep -i audio

 

se come output avete qualcosa di simile potete procedere:

 

00:1b.0 Audio device: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) HD Audio Controller (rev 03)

 

Per la precisione procedete così:

 

Da synaptic installate appunto i linux-backports-modules-(numero versione)

 

poi con gedit o il vostro editor testi preferito modificate il file /etc/modprobe.d/alsa-base

 

precisamente da terminale date questo comando

 

sudo gedit /etc/modprobe.d/alsa-base

 

tra le righe di opzioni in fondo al file inserite questa riga come ultima tra le opzioni

 

options snd-hda-intel model=acer

 

chiudete salvando, riavviate e sentirete la vostra Ubuntina Box “parlare”. Tutto qua!

 

Enjoy!!!

Finalmente il tanto atteso giorno! Dalla scorsa notte i server di Canonical hanno “aperto i rubinetti” e da questi link si possono prelevare le varie versioni della nuova Ubuntu, Kubuntu, Edubuntu, Xubuntu.

Potete scegliere e scaricare le immagini (.iso) direttamente da qui:

Buon download e Benvenuti nel mondo del Pinguino!!!

Come promesso ecco un post (spero breve!) per fornire delle semplici istruzioni per l’installazione di Ubuntu su questa macchina con il nuovissimo Processore Chipset “Santa Rosa“.

Il problema di fondo è l’incompatibilità del kernel di partenza di Ubuntu Feisty 7.04 con il nuovissimo pacchetto Hardware. Neanche la ri-compilazione dell’ultimo kernel (Vanilla 2.6.22.6) sulla Feisty 7.04 sembra andare a buon fine: si incorre nel “Kernel Panic”.

Così la soluzione l’ho trovata nell’installazione di Ubuntu Gutsy Gibbon Tribe 5 e l’immediato aggiornamento del Kernel. Di seguito vi darò, comunque, alcune istruzioni per il corretto boot del disco di avvio, dato che bisogna caricare dei moduli di avvio.

Al momento della prima schermata, dopo aver settato il proprio Bios per il boot da cd-dvd, scegliere con F2 la lingua, e con F6 settare le opzioni: in coda alle opzioni già scritte aggiungere il comando break=top e avviare con INVIO.

Successivamente vi apparirà una riga con (initramfs). A questo punto scrivere il comando modprobe_piix e cliccate INVIO. Se il sistema vi dovesse avvisare dell’assenza di tale modulo provate con modprobe_atapiix e poi cliccate INVIO.

Di seguito (in entrambi i casi) dovrebbe comparirvi nuovamente (initramfs), a quel punto scrivete exit e date INVIO.

A questo punto dovrebbe partire il caricamento della grafica. Se, ad un certo punto, il sistema si blocca su una schermata nera con il comando Ctrl-Alt-F1 andate in shell, fate il vostro login e con il comando sudo dpkg-reconfigure xserver-xorg settate il vostro xorg sulla macchina (scegliete driver Vesa e risoluzione 1024 x 768, per il resto acconsentite alle domande con le risposte predefinite).

A questo punto siete sicuri che parte la schermata grafica con la possibilità normale di installazione del sistema. A fine installazione fate gli aggiornamenti dovuti e installate i driver ATI con restrizione.

L’unica cosa, ad ogni avvio di ubuntu bisogna cliccare exit quando si arriva alla riga (initramfs). Credo che questa cosa sarà risolta con la nuova relase stabile ad Ottobre. Poi il sistema partirà senza problema alcuno.

Inoltre proprio ieri sera, dopo aver pubblicato il post precedente in cui dicevo della impossibilità di installare Compiz-Fusion sulla unstable Gutsy Tribe 5, in seguito a degli aggiornamenti (non ultimi il nuovo Gnome 2.20, Open Office 2.3 e il nuovo xorg 7.3), sono riuscito ad installare Compiz-Fusion che va a meraviglia e con una velocità impressionante.

Vi ricordo che l’unico bug non ancora aggiornato nella soluzione (ma già al vaglio dei pinguo-programmatori) è quello che riguarda la scheda audio. Per cui al momento non c’è possibilità di avere nessun tipo di audio. In compenso tutte le porte per la lettura di schede e flash memory, usb, lettore cd-dvd, ricevitore IRDA-RCF, e web cam sono riconosciute al volo senza toccare proprio nulla. E poi mi posso dire soddisfatto del nuovo xorg che ha migliorato di molto ed a occhio nudo le prestazioni grafiche.

Come al solito si consiglia, come per ogni Beta, di non usare il sistema su macchine di produttività a meno che la vostra indole di beta-tester non abbia il sopravvento, a vostro rischio e pericolo.

Di fatto io lo sto usando a pieno regime e ritmo senza, per ora, alcun problema di sorta.

Buon lavoro e buon divertimento.

Enjoy!

Acer Aspire 7720G

Dopo una lunga pausa “dettata” da più e più impegni che mi hanno visto coinvolto in questo periodo, rieccomi in Blog! E… nuovo anno (sociale), nuovo PC!!! Eh, si! Ho fatto il grande passo che mi ha visto acquirente della nuovissima e bella “macchina” Acer Aspire 7720G. Prima di passare alle specifiche e ai miei personali “mini-test”, ammiratelo.

Come potete vedere è della nuova linea Gemstone della Acer con design e finitura olografica in 3D, priva di spigoli (progettata da designer della BMW… eheh!!!) e tastiera abbastanza compatta ed ergonomica. Essenziale e precisa la scelta di colori chiari (bianco ceramica) della tastiera per una maggiore visibilità e soprattutto per un minore sforzo della vista. A questo link c’è una presentazione multimediale dell’aspire 5920. Diverso nelle specifiche ma molto vicino al 7720G.

Inutile dire che il SO Vista della Microsofot era pre-installato, ma la macchina (dopo non poche peripezie per via del mancato riconoscimeto dell’hardware troppo recente) ospita gia Ubuntu Gutsy Gibbon Tribe 5, praticamente l’ultima pre-relase prima della 7.10. D’altro canto sto avendo modo di conoscere Vista (che non usavo prima) che in sè non è niente male, se non fosse che (nella foga di scopiazzare alcune linee di sicurezza proprie di Linux – come l’utente e i permessi dei files e delle applicazioni) il SO paradossalmente è stato reso ancora più chiuso. Sembra progettato per degli automi che si troverebbero un sistema già tutto “protetto” senza possibilità di scelte autonome da parte loro. E per via dei molti software non ancora Vista-Compatibili. Per farvi un esempio: installare e-mule nel suo normale percorso C:\… è impossibile per via di protezioni nate con Vista: la cartella C:\, infatti, non può più ospitare programmi terzi che diano accesso diretto ai “files program”. Non male come idea, se non fosse che non è per nulla originale se pensiamo che già in passato, con il sistema delle partizioni, si cercava di isolare i PC dai virus che altrimenti accederebbero, per via preferenziale in C a danno del sistema. Così se si vuole far funzionare il “muletto” su Vista bisogna installarlo in un percorso alternativo a C:\. Neanche a parlarne, poi, delle cartelle dei files temporanei e completi che non sono per niente nè lontanamente ospitabili da C:\, pena il funzionamento del client. Ma non mi voglio dilungare e tediarmi e tediarvi sui difettucci di Vista… chissà quante ne avete viste e s-viste! Nel complesso però devo dire che come SO non è niente male anche se mi ha deluso molto il famosissimo e atteso sitema grafico 3D “Aero” (sulla mia macchina, infatti, è installato Vista Home Premium con Aero). C’è molto, mooolto di più in Compiz-fusion di linux e di gran lunga più leggero come progetto. Comunque la mia nuova macchina ha un indice di gradimento hardware di Vista pari a 4,6 su 5,8. Non male come hardware.

Tornando a noi e alle specifiche. La mia scelta è stata pilotata da due fattori principali: il processore, che volevo cadesse sugli ultimissimi Intel, nome in codice “Santa Rosa”; e sull’aspetto gradevole (devo dire ad onor del vero che avevo da tempo “puntato”, con non poca simpatia, proprio la linea Gemstone della Acer). Quindi:

- Processore Core 2 Duo (T7100) con 1.8 GHz, 800 MHz FSB, con 2 MB L2 cache. I chipset “Santa Rosa” sono quelli col numero dispari e precisamente dal T7100, T7300, T7500, T7700, e unica eccezione per l’ultimo arrivato T7800.

-2 GB DDR2 di Ram

- 320 GB Dual HHD (160 GB x 2)

- Schermo 17″ WXGA + Acer CrystalBrite LCD

- DVD-Super Multi double layer.

- WLAN 802.11a/b/gDraft-N, con sistema Acer SignalUp.

- Crystal Eye webcam 0.3 Mpix ottimizzata per videochat in situazioni di poca luminosità (riconosciuta al volo da Ubuntu senza che mettessi mano al kernel o quant’altro).

- Dolby Digital Live (come?! come?!)… ebbene si: avevate mai pensato ad un sistema dolby surround montato su laptop? Io no, almeno prima d’ora. Il sistema consta di dua casse integrate laterali. Quella centrale e un subwoofer posto sotto la plancia immediatamente prima del vano della batteria.

- Raffreddamento semi-passivo. Solo una ventolina sui processori praticamente silenziosissima quando i processori lavorano a pieno regime.

- Porte: 4 USB; 1DVI; 1 seriale per video e una slot video; 5 ready card in 1; 1 pcmci; 1 ingresso 1394; 1 presa cavo telefonico e una presa LAN. Una porta infrarossi per ricevitore-telecomando RCF; tre canali cuffie-microfono nella scheda audio.

I linuxiani più ambiziosi si staranno chiedendo ma la scheda VIDEO??? Ebbene si contro ogni aspettativa la scelta è caduta sull’ultima ATI Mobility Radeon HD 2300 HyperMemory, Up to 1024 MB con 256 MB dedicati.

La mia personale scelta e anche un po’ sfida ATI vs NVIDIA conclusasi a favore della prima è stata pilotata dalle ultime dichiarazioni della casa AMD/ATI di rilasciare (finalmente!) il codice sorgente per i driver che non saranno, quindi, più proprietari e che sono ancora in fase di elaborazione. Questa linea di schede video hanno appena tre mesi di vita. Qui le specifiche direttamente dal sito della casa madre. Al momento posso dire che ha risposto ottimamente ai driver con restrizione di Ubuntu e che mi hanno dato accesso all’acceleratore 3D. Unica pecca, per cui al momento soffro è di non poter provare Compiz-fusion per via di Gutsy Tribe 5 che, come relase unstable, non include gli effetti grafici. Per cui vi aggiornerò su questo più avanti. Tra un mese esatto sarà la volta della relase ufficiale Ubuntu Gutsy Gibbon 7.10.

Su un post successivo, per chi fosse interessato, spiegherò come installare Ubuntu su questa macchina. Bisogna, infatti, settare un po’ di opzioni al boot per caricare alcuni moduli d’avvio. Dico solo che al momento per un Bug sull’ultimo kernel Vanilla 2.6.22, la scheda audio di questa specifica struttura “Santa Rosa” non è riconosciuta. Ma il Bug è già segnalato e speriamo venga “curato” per il prossimo stabile. Ovviamente, essendo un bug del kernel il problema sussiste indipendentemente dalle distribuzioni usate. Ho provato anche dei live CD basati su Slax e Mandriva.

Il mio mini-test sotto sforzo è stato fatto con SO Vista (ovviamente… non per simpatia, ma per la sua capacità di “ciucciare” risorse). Ho corredato il SO con software rigorosamente Open Source a iniziare da Open Office; Lyx per latex; Firefox e Thunderbird; Truecrypt per la crittografia; The Gimp per il fotoritocco; Vlc come mediaplayer alternativo a WMP11 soprattutto per la sua versatilità e leggerezza; VirtualBox per la gestione di macchine virtuali; backup-cd-dvd col software Acer incluso; Acrobat reader 8; come firewall Zone Alarm e cone antivirus AVG (uniche eccezione all’open-source, ma comunque freeware); Simple DivX per creare avi da DVD.

Partiamo proprio da quest’ultimo: il test partiva con l’encoding di un film da supporto DVD per produrre un avi; con ben due stream in WiFi con flat da 2Mb, precisamente TG rai, dai due lettori WMP11 e Vlc contemporaneamente; insieme il ritocco di due foto digitali da 3 e 5 MB l’una con Gimp; in contemporanea il trasferimento di file da 2 GB da un’unità HD all’altra; tre usb occupate da mouse, Pen Drive e Lettore Mini Ipod; Messenger aperto; LaTex funzionante; navigazione web con Firefox ed Explorer 7 contemporaneamente; Webcam accesa; macchina virtuale in funzione (precisamente con Xp in Guest); ultima chicca, mentre la macchina faceva tutto ciò contemporaneamente io mi divertivo a sfogliare il desktop con il “Flip-Aero”, rinomato per la sua capacità di risucchio di Ram.

Risultati: la Ram non ha suparato mai la soglia del 60% nell’ora di lavoro; i prcessori lavoravano alternativamente e cmq al top hanno raggiunto il 90% contemporaneamente proprio con il Flip-Aero. Navigazione internet perfetta, gestione delle finestre fluida e con piena risposta immediata, senza alcun freezer o blocchi vari; e Vista ha resistito sino alla fine senza blocchi o schermate varie di errori.

Per concludere a voi i tempi di “cottura”: processori fermi sui 55° e ventole in funzione dopo i primi 20′. Infine il SO Vista, con in esecuzione automatica otto programmi tra gestionali e aggiunti si avvia in 55″ (boot con Grub compreso) e si spegne in 20″ da situazione con programmi attivi. Batteria al Litio a 4 celle con 5 h di autonimia (sulla carta), 3, 25′ h effettivi a pieno regime.

Qualche pecca? Beh, è ovvio!!! Il peso in primis: poco più di 3 kg. ma anche qui la scelta è stata dettata dalla necessità più che altro di un 17 pollici. La tastiera sembra un tantino fragilina, ma, leggendo in rete alcuni feedback di utenti-scrittori e usandola anche io per la mia tesi, posso dire che c’è una buona risposta e la fragilità sembra essere solo un’apparenza. Aggiornamenti sulla cosa in futuro e (smentite) speriamo moooolto in futuro. La plancia è fatta con dei materiali migliori rispetto agli altri Acer e questo è evidente da subito per chi ha avuto a che fare con altre macchine Acer, ma si nota una flessione della parte alta della scocca se si afferra su una mano. In definitiva leggero nei materiali, ma probabilmente richiede un tantino di attenzione in più, anche se sono certificati dei test con esito positivo per stress da peso-limite.

E questo è quanto. Sono soddisfattissimo dell’acquisto per un prezzo accessibile vista la macchina (1100 €) e per le prestazioni che riesco ad avere. Inutile dire che con Linux le prestazioni sono, già ad occhio nudo e con qualche ritocco da fare sul kernel per l’hardware, molto più veloci e fluide.

 

 

 

In questi giorni di calura con agosto ormai alle porte, tra il lavoro e la tesi mi tocca risolvere anche dei problemi alla mia Ubuntu… apparentemente sorti dal nulla.

Due giorni fa accendo il mio pc e faccio per avviare il mio editor Latex per la compilazione della tesi, LyX. Noto qualcosa di strano: la pagina aveva molte righe e caratteri in meno rispetto al solito. Non solo ma già all’avvio del pc mi accorgo che le icone e il Desktop si erano raddoppiati. La risoluzione dello schermo da 1024 x 768 era passata a 800 x 600 senza alcun preavviso e soprattutto in modo del tutto irreversibile. Andando, infatti a sistema/preferenze/risoluzione dello schermo non avevo scelta che per una bassissima risoluzione a 800 x 600.

La mia è una scheda Nvidia GeForce FX5200 128 Mb. Funzionava benissimo con i driver con restrizione di Ubuntu. Giravano a meraviglia prima Beryl e attualmente il nuovo Compiz Fusion. Non mi spiego la causa di questo disguido sulla risoluzione dello schermo. Uno sguardo rapido al file xorg.cof e mi sembra non ci sia nulla di strano.

Mi decido a scaricare i Driver proprietari dal sito della Nvidia. Disabilito l’avvio automatico di compiz-fusion. Disabilito-disinstallo i driver con restrizione. Provo a installare i proprietari e a questo punto dico maledettamente addio al mio server X e all’acceleratore 3D per un bel po’. Inizia una battaglia che è durata fino a ieri sera.

Da modalità grafica (dopo aver fatto ben 3 backup del file xorg) inizio a smanettare un po’. Mi ristudio il file Xorg. Provo a modificare nella Section “Device” alla voce driver da “nvidia” a “nv” e viceversa, provo anche con “vesa”. Sempre un “due di picche”. Provo a rieditare il file xorg tramite un sudo dpkg-reconfigure xserver-xorg ma anche qui lavoro decisamente invano. Mi rifaccio a dei forum o guide che hanno avuto il mio stesso problema (pochi in realtà!) e non ne vengo a capo.

Doccia fresca e decido di lasciar perdere… Mi rimetto a lavoro sulla mia tesi. Il primo tempo a sua disposizione (ad Ubuntu e al file xorg e ai Driver grafici) era scaduto. Dopo un bel paio d’ore abbondanti mi riprendo con un caffè e inizio il secondo tempo. Ricontrollo tutto daccapo: compatibilità dei driver, backup del file xorg e provo a disinstallare i driver proprietari. Decido di reinstallare i Driver Restricted Modules. Mi viene un messaggio alquanto bizzarro del tipo: “Questo hardware non necessita di driver ristretti“… La mia domanda spontanea “ma mi pigli per il …?!”. Ovviamente la risposta era “Sì” e se inconsciamente lo sapevo già, consciamente lo ignoravo ancora.

Provo a riavviare il tutto e ri-inizio daccapo leggendo per filo e per segno ogni messaggio e/o postilla che mi veniva dallo schermo impazzito. Ad un certo punto mi vedo una schermata semi-blu a mo’ di Windows impallato e, superato il ribrezzo iniziale, ho cercato di decifrare i messaggi di errore che mi venivano dal server X tra caratteri in chiaro e altri in stile “Grafica Matrix”. Scorgo una cosa interessante: qualcosa che aveva a che fare con la versione dei Linux-restricted-modules. Apro Synaptic e provo a reinstallarli. Uno a zero per me. Perche a questo punto se provavo a reinstallare i driver restricted modules non mi veniva più quel messaggio ambiguo di cui sopra. Tuttavia, pur provando a reinstallare i driver con restrizione e auto-configurandosi il file xorg (speravo di riottenere tutto come prima!), ottengo un nulla di fatto: 1-1.

Per disinstallare i driver con restrizione arrivo a capire che basta dare un sudo apt-get remove nvidia-glx senza passare per forza dalla GUI dei Driver con restrizione. In seguito, da uno dei siti che leggevo per capirci qualcosa, apprendo che ci sono tre tipologie di driver resticted modules che si installano con synaptic:

- nvidia-glx per schede Nvidia “normali”: sono i driver del kernel di partenza di Ubuntu al momento dell’installazione (quelli che si installano in modo predefinito quando scegliamo i driver restricted modules durante l’installazione iniziale di Ubuntu).

- nvidia-glx-new: per schede Nvidia “normali”, con i kernel più aggiornati.

- nvidia-glx-legacy: per schede Nvidia un po’ datate.

Qui è stato il vero punto di svolta perchè rileggendo con attenzione il log della ricompilazione del file xorg mi accorgo che il mio kernel era ormai ad una versione avanzata (dopo mesi di aggiornamenti) rispetto ai driver nvidia-glx (per così dire di partenza) e che ubuntu in qualsiasi momento tu glielo chieda, installa. Mi spiego meglio: se installo Ubuntu che ha una versione del kernel di partenza “N”, e subito dopo installo i driver restricted modules da Ubuntu, lui mi installa proprio quelli che sono idonei per la versione del Kernel “N”. Se successivamente, tramite aggiornamenti automatici e periodici, il mio Kernel passa alla versione “N+1″ e reinstallo i driver ristretti di Ubuntu, mi saranno installati sempre i predefiniti, vale a dire quelli per la versione del Kernel “N” (nel mio caso gli nvidia-glx).

Ora come ovviare? Semplicissimo come bere un bicchier d’acqua. La soluzione era dietro l’angolo e non la vedevo. Installare “a mano” i driver nvidia-glx-new che contemplano versioni avanzate del Kernel. Nel farlo si ricompila automaticamente il kernel e… ZZZACC!!! riecco apparire il mio bel server X con tanto di acceleratore grafico 3D. Metto in avvio automatico il compiz-fusion e tutto torna come prima. Con la possibilità, ovviamente, di scegliere la famosa risoluzione dello schermo (mela della discordia!) e riportarla a 1024 x 768.

Questa è tutta la storiella di me, malcapitato. Adesso tentero in pochi passaggi di buttar giù non una guida ma un punto di riferimento per chi si trovasse con il mio stesso problema.

1) Fate un po’ di Backup del file xorg.conf con il comando sudo cp /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg_copia.conf

2) Se avete già installati i Driver Ristretti intanto disattivate tutto ciò che parte in automatico all’avvio e usa l’acceleratore 3D: Beryl, Compiz, Compiz-fusion, ecc… da Sistema/Preferenze/Sessioni.

3) Da Sistema/Amministrazione/Gestore Driver con restrizione disabilitate-disinstallate i driver con restrizione. Meglio se col comando sudo apt-get remove –purge nvidia-glx (o nvidia-glx-new, o nvidia-glx-legacy).

4) Nella sezione “Device” del vostro file xorg.conf con gedit (o nano se usate la modalità grafica) cambiate alla voce Driver la voce da “nv” a “nvidia” (dovrebbe poter partire anche con “vesa”).

Se invece avete installato i Driver proprietari, posizionatevi nella cartella in cui è messo l’installer è date il comando

sudo sh NVIDIA-Linux-x86-1.0-xxxx-pkg1.run –uninstall

5) Diamo una bella pulita alla nostra Ubuntu con i comandi

sudo apt-get clean
sudo apt-get autoclean
sudo apt-get autoremove
sudo dpkg –purge `COLUMNS=300 dpkg -l “*” | egrep “^rc” | cut -d\ -f3

6) A questo punto semplicemente andiamo nel Gestore pacchetti Synaptic e installiamo i driver nvidia-glx-new (ovviamente date un’occhiata alla versione del vostro Kernel e vedete se è il caso di installare gli nvdia-glx-new, gli nvidia-glx o gli nvidia-glx-legacy).

Se tutto è andato bene al comando glxinfo | grep direct avremo un output del genere direct rendering: Yes.

E al comando cat /proc/driver/nvidia/version dovreste potere avere un output del genere: NVRM version: NVIDIA UNIX x86 Kernel Module 1.0-9755 Mon Feb 26 23:21:15 PST 2007 CC version: gcc version 4.1.2 (Ubuntu 4.1.2-0ubuntu4).

A questo punto potete riavviare il tutto e riattivare i programmi in esecuzione automatica all’avvio come Beryl o Compiz.

Se avete problemi consultate il log del vostro xorg.file col comando cat /var/log/Xorg.0.log

In Bocca al Lupo!!!

 

 

 

 

 

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